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sabato 6 novembre 2010

PANWAWA CON DERRUMBE (prima parte)

30 ottobre 2010
Sabato mattina, pronti per salire al Centro dai bambini e fare insieme a loro il famoso Pan Wawa, un pane/dolce che tradizionalmente si prepara per il giorno dei morti. Io e Irene ci tiriamo su le maniche e cominciano ad ammassare 18 kg di farina con burro, mate di anice, zucchero e lievito.
Anche i bambini ci aiutano (per fortuna) e dopo una decina di minuti lascio il posto...i muscoli delle braccia sono sempre più deboli! Che schiappa! Eheheheh!


Comunque mi godo lo spettacolo dall'esterno e, mentre Paolo filma tutto, Irene e i bambini continuano a affondare le loro mani (e braccia) dentro il composto, che pian piano prende forma e inizia sempre più ad assomigliare a quello che una volta infornato sarà il Pan Wawa.


Di colpo tutto si ferma, vedo Percy (coordinatore del progetto) diventare serissimo, i bimbi intristirsi; Irene mi dice qualcosa in spagnolo che subito non capisco, allora mi avvicino e chiedo cosa sta succedendo; mi dicono che dentro il composto è pieno di insetti e di animaletti morti, addirittura hanno trovato escrementi di topo. Improvvisamente la festa finisce: siamo obbligati a buttare via tutto, la farina che ci hanno venduto era una merda e nessuno si è messo a controllarla. Per quanto alcuni bimbi volessero mangiare il Pan Wawa alla cacca di topo, per ovvie ragione siamo stati costretti a desistere dal continuare, e con molta tristezza abbiamo deciso di guardare un cartone animato con i bimbi, così...per sfruttare il resto della mattinata, visto che ormai era troppo tardi per ricominiciare tutto da capo. E mentre Dumbo comincia, con Edwin decidiamo di andare a reclamare i nostri soldi, ma purtroppo la signora che ha venduto la farina a Edwin non c'era e quindi...nada de nada. Niente pane, niente festa e per di più nemmeno una "lira" di "risarcimento".
Torniamo al Centro giusto quando Dumbo finisce. Ci sediamo a fare la merenda con i bimbi, li salutiamo e ci fermiamo a parlare un po' con Percy, per capire se riusciamo a fare il pane un altro giorno, ma lui ci dice che non è fattibile, perché il lunedì e il martedì i bambini sono impegnati con le loro famiglie, con pranzi vari e visite ai cimiteri, e che addirittura il Centro non sarà operativo come normalmente,e anzi, possiamo stare a casa anche noi!

Stentiamo a crederci! Un giorno di vacanza inaspettato! In un momento so già cosa faremo, solo mi mancano gli orari dei mezzi di trasporto...e via, giù di corsa al Terminal di Santiago per sapere a che ora partono gli autobus diretti a Santa Maria. Alle 7 di domenica mattina ce n'è uno. Perfetto. Arrivo previsto a Santa Maria alle 12; da lì partono di continuo combi (un giorno posteremo una foto per farvele vedere) verso Santa Teresa, viaggio di circa due ore; poi con un taxi o un camion si sale fino alla stazione del treno Hidroelectrica, e da lì lungo la via del treno una camminata di due ore e mezza per raggiungere Aguas Calientes. Passare la notte là e svegliarsi presto per salire sul Machu Picchu. Un programma perfetto! Compriamo i biglietti per Santa Maria (20 soles cadauno) e con Irene torniamo a casa a preparare gli zaini, tutti eccitati per il nostro lungo week end.

E finalmente arriva la domenica! Sveglia alle5.30, doccia e fuori a prendere l'autobus! Ovviamente da bravi italiani e con un buon apporto di ispanicità dato da Irene, arriviamo alla stazione degli autobus quasi in ritardo (alle 6.55)! Trafelati e già sudati chiediamo alla biglietteria dove dobbiamo andare e la signora con tutta tranquillità guarda Irene e le dice :"No, el autobus no sale, porque ha habido un derrumbe".Io e Paolo subito non capiamo...derrumbe?!?! E al volo mi viene in mente: derrumbe, frana, c'è stata una frana e l'autobus non parte! Merda!
Completamente allucinati dalla notizia ci rendiamo conto che il nostro fantastico programma non può seguire: dobbiamo rinunciare a tutto, non possiamo permetterci di posticipare la partenza. L'unica cosa che possiamo fare è tornare a casa e programmare un week end alternativo. Certo che trovare un'alternativa al Machu Picchu non sembra cosa facile, ma questo Perù ci riserva grandi sorprese....

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